Anbeta – Addio alla TV

Anbeta – Addio alla TV

”Non rimpiango gli anni trascorsi in televisione, ma ormai il mio futuro è il teatro. Fino a qualche anno fa, non avevo la possibilità di poter scegliere. Ero un’extracomunitaria e le leggi italiane non mi permettevano nemmeno di fare le audizioni”. E’ quanto ha dichiarato all’Adnkronos Anbeta Toromani, la danzatrice di origine albanese, conosciuta in Italia grazie al programma ‘Amici’, condotto da Maria De Filippi, protagonista di una lunga tournée italiana con la ‘Coppelia’ di Amedeo Amodio in coppia con il compagno, ‘guest’ residente del Teatro San Carlo di Napoli, Alessandro Macario. (FOTO) Reduce dal successo di ‘Schiaccianoci’, sempre nella versione di Amodio (oltre 20mila spettatori) Anbeta Toromani interpreta, dunque, il ruolo protagonista di ‘Coppelia’, in scena il 3 febbraio al Teatro Fraschini di Pavia con il corpo di ballo e i solisti della Daniele Cipriani Entertainment, in ”una versione nuova, inedita, svecchiata, rispetto all’originale del 1870, ambientata negli anni ’50’ all’interno di un set cinematografico”. ”Perchè nulla con il maestro Amodio è mai scontato, banale – ha proseguito Anbeta Toromani- Mi piacerebbe che la sua ‘Coppelia’ diventasse, ufficialmente, un classico del teatro di danza italiano. Amedeo è un uomo di poche parole, ma attento, curioso. Sa ascoltare e capire, sa ‘cucirti’ addosso i personaggi, come un abito haute couture”. Uniti nella vita e nella professione, come molte giovane coppie della danza internazionale, sono inseparabili Anbeta Toromani e Alessandro Macario, cresciuto quest’ultimo al Teatro San Carlo di Napoli, prima di approdare alla Scala, all’Opera di Roma, al Comunale di Firenze, per poi optare, successivamente, per una carriera da ‘guest’.  ”Ricordo la prima volta con Alessandro a Palermo. Danzavamo insieme il passo a due del ‘Cigno bianco’ tratto dal ‘Lago’, romanticissimo. Ma la fatale scintilla non scoccò, quella sera – ha confessato Anbeta Toromani – L’amore nacque qualche tempo dopo con ‘Romeo e Giulietta’. Quel balletto è stato per noi una sorta di Cupido. Il primo che abbiamo interpretato insieme. Non poteva capitarci di meglio”. ”Altera, apparentemente distante, discreta, una gran lavoratrice che non dava confidenza a nessuno”. Con queste parole Alessandro Macario, più estroverso, espansivo, solare come la sua Napoli, ha ricordato Anbeta Toromani. ”All’inizio- ha scherzato – pensavo fosse persino antipatica. Poi ci siamo conosciuti meglio. Ci unisce la passione per questo straordinario lavoro, ma anche per il mare. Tra di noi mai un litigio durante le prove e tanto meno in palcoscenico”.  ”Eppure, tra di noi, c’è sempre uno straordinario feeling, un meraviglioso coinvolgimento -ha proseguito – Suggerimenti, consigli, tutto è utile nel nostro mestiere per migliorare. Spesso, oltre allo specchio, serve anche un altro occhio. Mai critici, mai competitivi – ha proseguito Macario – ma sempre pronti a proporre, suggerire, consigliare”. Una partnership che li vede, spesso, coinvolti emozionalmente, artisticamente all’interno di un percorso di crescita e di formazione. ”Anbeta mi ha cambiato molto – ha aggiunto – Mi ha fatto capire quanto fosse importante per un artista l’autostima, mi ha insegnato a non avere paura nella vita, a saper dire qualche volta ‘no’, a tirar fuori il mio carattere”. Fondamentale per Anbeta Toromani, la presenza, in scena e nella vita, della giovane stella partenopea. ”Devo ringraziare Alessandro – ha confessato – se non fosse stato per lui non avrei avuto il coraggio di interpretare i ruoli del grande repertorio. Avevo timore, paura del confronto. Sono stata Giulietta, Giselle, Coppelia, la protagonista di ‘Schiaccianoci’… Se non fosse accaduto, oggi me ne sarei pentita”.  Rimpianti Anbeta, per la vita sotto le luci della ribalta tv? ‘Nessun rimpianto – ha risposto – E non lo dico per presunzione. Quando scelgo, scelgo d’istinto e mi prendo la responsabilità delle mie decisioni”. E sul futuro della danza Anbeta Toromani e Alessandro Macario non hanno dubb:. ”Quello che ci preoccupa non è tanto il pubblico perchè la gente accorre nei teatri decretando, spesso, il tutto esaurito di molti spettacoli”, hanno risposto all’unisono. ”Ma chi fa male alla danza sono alcune compagnie, non all’altezza che girano nei teatri italiani con titoli conosciuti e amati, che abbassano la qualità della programmazione – hanno proseguito – E dopo la prima delusione il pubblico non ritorna più a teatro. E questo è un vero peccato”.

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